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Iacopo Melio spiega perché non si candida

In una lettera l'attivista ideatore di "Vorrei prendere il treno" ha chiarito perché non sarà nelle liste di Liberi e Uguali il prossimo 4 marzo

CERRETO GUIDI — Questa la lettera di Iacopo Melio: "In queste ore, sulle cronache nazionali, è uscita la notizia di una mia candidatura nel partito “Liberi e Uguali”. 

Scrivo questo comunicato per smentire ufficialmente quanto riportato, e vi chiedo un attimo di attenzione perché la questione è delicata. Sono onorato che esponenti come Pietro Grasso, Pippo Civati e altri ancora, abbiano in questi mesi avanzato il mio nome come “volto civico” per le prossime elezioni. 

Ciò nonostante la mia intenzione è sempre stata chiara: non ho intenzione, al momento, di intraprendere un percorso di tipo politico. Ho una laurea da terminare, un libro in uscita con Mondadori fra due mesi (frutto di un anno di duro lavoro), ma soprattutto un’associazione da portare avanti con ancora tanti progetti in cantiere. 

Ho bisogno, in questa fase della mia vita, di provare a gettare le basi per il mio futuro. Basi che la politica, per quanto sia materia dei miei studi, passione e strumento nel quale credo fermamente, non può dare. La politica sarà sempre una parentesi (bellissima) nella vita di qualcuno, ma mai deve esserne la ragione, soprattutto a ventisei anni quando hai, si spera, molto ancora da imparare. 

Per questo, nonostante non escluda in futuro di provare a portare la mia voce all’interno delle Istituzioni, ad oggi la mia strada prevede altre direzioni. Il piacere nel ricevere una certa stima è stato grande, e non riguarda solo l’aspetto personale: il fatto che le tematiche da me promosse vengano percepite come prioritarie nei prossimi programmi elettorali mi rincuora. A tal proposito, sarò sempre disponibile per collaborare, da esterno, con tutte le istituzioni (di ogni colore) che vorranno abbracciare certi ideali. Sia come Presidente di “#vorreiprendereiltreno Onlus”, sia a titolo personale. 

Ma, appunto, nelle modalità di una collaborazione apartitica, positiva e propositiva, come sempre ho cercato di fare, aperto a chiunque voglia farsi promotore di questa battaglia di civiltà. Chiarito dunque l’apprezzamento di una certa parte politica nei miei confronti, invito Pietro Grasso e gli altri a confrontarsi ed impegnarsi affinché le nostre idee diventino realtà. Rinnovando loro la mia disponibilità ad incontrarci e, perché no, stendere insieme un programma che possa rendere questo Paese più accessibile e inclusivo, auguro a tutti un buon lavoro, nel rispetto delle persone, soprattutto quelle più fragili, e dei loro diritti. Tutto il resto, sono solo chiacchiere “da bar” che non devono, in alcun modo, strumentalizzare ciò che di buono ho costruito in questi anni. 

A presto, Iacopo."

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