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Scarti di pelle abbandonati sotto l'albero

Intervento congiunto di Arpat con la polizia municipale per rimuovere gli scarti di pelle conciata al cromo abbandonati lungo la strada per Massarella

FUCECCHIO — Ieri mattina i tecnici del Dipartimento Arpat del Circondario Empolese sono intervenuti, su richiesta della polizia municipale dell'Unione Comuni del Circondario Empolese Valdelsa, in località Cavallaia a Fucecchio, per verificare la natura dei rifiuti abbandonati giacenti su una scarpata a bordo strada della Strada provinciale 111, nel tratto compreso tra i due ponti sul rio Vincio e sul canale Usciana, dopo che nel tardo pomeriggio del giorno precedente un’Agente della PM di passaggio, a fine servizio, ha colto nell’atto di abbandonare tali rifiuti una persona che si è immediatamente allontanata a bordo del proprio veicolo, sul quale risultavano visibili altri sacchi degli stessi rifiuti.

I rifiuti sono risultati costituiti da ritagli di pellame wet-blue (pelle conciata al cromo), dal caratteristico aspetto di colore bluastro, che sono classificabili, in base all’elenco europeo dei rifiuti, con il codice Cer 040108, rifiuto speciale non pericoloso.

Da Arpat hanno spiegato che "la municipale, che sta conducendo le indagini, è riuscita ad individuare il presunto responsabile dell’abbandono, che risulta titolare di una azienda conciaria di Santa Croce sull'Arno".

E’ stato quindi effettuato un intervento nell’azienda in questione "da cui è emerso - hanno detto da Arpat - che nell’attività vengono prodotti proprio i rifiuti del tipo di quelli rinvenuti, sono emerse inoltre alcune irregolarità nella tracciabilità dei rifiuti prodotti, e criticità nello stato dei luoghi di alcuni locali e nella gestione dei rifiuti, che dovranno essere tuttavia oggetto di ulteriori controlli di approfondimento".

"L’individuazione della provenienza dei rifiuti rinvenuti e del relativo processo produttivo consente di confermarne la suddetta classificazione. Vista la natura dei rifiuti, che si trovavano abbandonati direttamente sul suolo, per limitare il rischio di contaminazione del terreno sottostante per dilavamento, Arpat ha concordato con il Comune per le vie brevi le modalità di messa in sicurezza dei rifiuti stessi, in attesa che sia concluso l’iter amministrativo per l’individuazione certa delle responsabilità dell’abbandono e per gli atti conseguenti ai sensi dell’art. 192 del D. Lgs. 152/2006".

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