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Tornano a casa i coniugi intossicati dal botulino

Confermata dal centro antiveleni di Pavia la tossina botulinica di tipo B all'origine dell'intossicazione di marito e moglie ricoverati a fine marzo

EMPOLI — Saranno dimessi in giornata i due coniugi sessantenni ricoverati all’ospedale di Empoli per intossicazione da botulismo che indagini alimentari, ancora in corso, ricondurrebbero al consumo di un pesto di fiori di zucca commercializzato sul territorio di Empoli. 

Le dimissioni avvengono in contemporanea a quanto comunicato dal Centro Antiveleni di Pavia alla medicina interna 2 dell’ospedale di Empoli, dove era ricoverata la coppia e di cui è direttore il dottor Luca Masotti

La tossina che ha provocato l’avvelenamento era una tossina botulinica di tipo B, hanno fatto sapere dall'azienda sanitaria, "la più comune ma anche la più sensibile alla somministrazione dell’antidoto che è stato dato ai due ricoverati. In caso di sospetto diagnostico da botulino, è prevista che la terapia venga portata avanti, anche in assenza di attestazione biologica sul tipo di tossina. Questo è quanto hanno fatto anche i medici non appena i due coniugi sono arrivati in ospedale". 

"Formulata l’ipotesi diagnostica e pur non avendo ancora conferma biologica sul tipo di tossina, i medici si sono attivati prontamente e hanno somministrato il siero che hanno valutato essere quello adeguato ad accellerare il processo di guarigione. Oggi la conferma che l’antidoto somministrato ai due coniugi durante il ricovero era esattamente quello che la situazione clinica della coppia chiedeva per essere curata".

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