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Un capannone stipato di borse contraffatte

Lo ha scoperto la guardia di finanza fiorentina. Tre le persone finite agli arresti domiciliari per associazione a delinquere

CAPRAIA E LIMITE — Il titolare di un'azienda limitese, di origini cinesi, e due italiani, di Scandicci e Lastra a Signa, sono finiti agli arresti domiciliari dopo che la guardia di finanza fiorentina ha scoperto, in un capannone di Limite piuttosto appartato, una gran quantità di borse recanti marchi contraffatti, che per lo più erano destinate al mercato on-line. Nel capannone anche tutto il necessario per fabbricarle a ciclo continuo, come testimoniato da quanto ripreso dalle telecamere piazzate da settimane.

Per tutti e tre, che erano già noti alle forze dell'ordine, l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti di pelletteria recanti marchi contraffatti.

Sono cinquemila le borse sequestrate, che sul mercato avrebbero potuto fruttare fino a 1,2 milioni di euro, anche perché erano vendute con tanto di certificato di garanzia, ovviamente anch'esso falsificato.

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