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Si sviluppa il controllo di vicinato

Il vicesindaco Fabio Barsottini e l’assessore alla sicurezza Antonio Ponzo Pellegrini erano presenti per l’amministrazione comunale ad Avane

EMPOLI — Prosegue l’operazione di conoscenza e ampliamento del progetto di Controllo del Vicinato voluto dal sindaco Brenda Barnini per diffondere la pratica del recupero del controllo sociale che è sempre esistito nelle comunità locali fra persone che si conoscevano e si davano mutua assistenza nel sorvegliare le abitazioni, le aree in Comune ed anche e soprattutto i figli.

Ad oggi sono 14 i gruppi registrati e riconosciuti dal Comune di Empoli: i primi a essersi associati sono stati alcuni cittadini di Vitiana, fra Pagnana e Avane; poi Via Tino da Camaino, in zona ospedale; tre gruppi nell’area collinare di Villanuova (San Friano, Piazzano e zona ‘Ponticino’, Via del Pantano); altri residenti nella zona di Via Ponzano per San Donato, poi a Ponzano intorno al parco urbano, Via Nobile, Via Righi e Via Galletti; sono invece tre i gruppi di Avane. Gli ultimi in ordine di tempo sono stati in zona Corea, quindi Via Volturno e Via Po a Serravalle.

Dopo Cortenuova, qualche settimana fa, un’altra riunione con i cittadini si è svolta ieri sera al Circolo Arci di Avane; un incontro organizzato in particolare su richiesta di alcuni residenti dell’area di Via Del Perugino, dove si sta formando già un nuovo gruppo di Controllo del Vicinato.

Erano presenti il vicesindaco Fabio Barsottini, l'assessore alla sicurezza Antonio Ponzo Pellegrini, il maggiore Daniele Riva, da qualche mese nuovo Comandante Compagnia Carabinieri di Empoli, con lui per l’Arma il luogotenente, Paolo Dolfi, Comandante della Stazione Carabinieri di Empoli; per la polizia il sostituto commissario Giuliano Barlabà.

La polizia municipale dell’Unione Empolese Valdelsa era rappresentata da Grazia Boldrini, che ha illustrato il Controllo del Vicinato e dato alcuni consigli ai cittadini, e da Massimiliano Mengoni.

La serata è stata l’occasione per confrontarsi anche su una lunga serie di consigli che le forze dell’ordine hanno dato ai residenti su come difendersi dai malintenzionati e su come evitare i furti in abitazione.

La creazione di una ‘rete’ di controllo fra residenti nelle frazioni è ancora più facile perché fondamentalmente già esiste, occorre solo organizzarla con lo scopo di aumentare il senso di protezione che può dare l’avere un vicino che controlla casa nostra e viceversa. La sicurezza è un bene comune ed è il frutto di un lavoro condiviso tra cittadini, istituzioni e forze dell'ordine.

E’ bene chiarire che il controllo di vicinato non è assimilabile in alcun modo all’esperienza delle ronde, ma è invece un modo per collaborare fra cittadini che abitano nella stessa strada, zona o palazzo per controllare i movimenti e le azioni sospette di malintenzionati o comunque per sorvegliare, nel corso delle normali attività quotidiane, la propria area con un occhio più attento.

A causa della mobilità e della dispersione sociale, è frequente che fra vicini di casa ci si conosca poco e difettino le occasioni per socializzare. Forse l’obiettivo più importante del controllo di vicinato è proprio quello di mettere assieme persone che vivono nello stesso contesto per recuperare lo spirito di comunità che è il miglior deterrente contro gli intrusi malintenzionati.

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