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Cittadinanza onoraria a Segre, Consiglio approva

Il sindaco Torchia nel corso del suo intervento

Cittadinanza onoraria alla Segre: il Consiglio comunale di Vinci approva. Assise molto partecipata. Torchia: “Tuteliamo memoria e democrazia”

VINCI — Una sala gremita di cittadini ha partecipato ieri sera al Consiglio comunale aperto di Vinci, convocato dal sindaco Giuseppe Torchia per conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Presenti anche i giovani componenti del Consiglio dei Ragazzi di Vinci. Al termine degli interventi, l'Assise cittadina ha approvato, con il solo voto della maggioranza (assenti consiglieri di opposizione), l'atto che attribuisce la massima onorificenza cittadina.

“La Segre è una delle poche testimoni della tragedia dell’olocausto - ha detto il sindaco nel suo intervento - Ha vissuto sulla propria pelle la sistematica violazione dei più elementari diritti umani. Primo Levi, anche lui sopravvissuto al campo di Aushwitz, fu il primo a rompere quel velo di ipocrisia che avvolgeva la vicenda dei campi di sterminio fino agli anni 70, preoccupato che la verità su quanto accaduto venisse oscurata dal revisionismo e dalla banalizzazione. Cosa che in parte sta avvenendo oggi. Pensate al rifiorire di movimenti e partiti che si rifanno all’ideologie fasciste e naziste. Qui sta l’opera meritoria della senatrice Liliana Segre: con la sua azione continua di testimonianza attraverso il racconto, ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un argine al dilagare dei fenomeni di revisionismo”.

“La seconda ragione del conferimento della cittadinanza onoraria - ha proseguito Torchia - è perché la Segre è un simbolo delle sofferenze che le leggi razziali inflissero alla comunità ebraica italiana, la pagina più vergognosa della storia del nostro Paese. Oggi la senatrice è oggetto di insulti e minacce di tipo antisemita e razzista, tanto che è stato necessario assegnargli una scorta. Non è tollerabile che nell’Italia del XXI secolo, l’antisemitismo e i rigurgiti fascisti abbiano ancora voce. L’unico modo che abbiamo per arginare questi fenomeni e proteggere i valori democratici contenuti nella nostra Costituzione è di costruire una memoria condivisa. La vicenda di Liliana Segre e di tutti coloro che finirono nei campi di sterminio non sono frammenti di singole storie personali ma appartengono a una memoria comune, quindi a un bene comune che, come tale, va tutelato. Concedendo la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre tuteliamo un bene, quello della memoria”

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